Ago di Buffon

L’ago di Buffon è uno dei problemi più antichi della probabilità geometrica. Lascia cadere un ago su un pavimento con righe parallele. La probabilità che incroci una riga è una formula semplice, e dentro c’è π.

Aghi caduti sulle righe di un pavimento di legno, con gli incroci evidenziati
Aghi caduti sulle righe di un pavimento di legno, con gli incroci evidenziati

Un pavimento di righe parallele

Nel 1777 Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon, pose una domanda che sembra un gioco da salotto. Un ago di lunghezza l cade su un pavimento con righe parallele a distanza d. Qual è la probabilità P che l’ago stia a cavallo di una riga? Solo due aspetti della caduta sono casuali. Il centro dell’ago ha la stessa probabilità di finire in qualsiasi punto tra le righe, e l’ago ha la stessa probabilità di puntare in qualsiasi direzione. Far scorrere l’immagine lungo le righe non cambia il fatto che incroci o no, quindi la posizione lungo una riga si può ignorare.

L’ago corto

La risposta classica riguarda un ago corto, non più lungo della distanza: l ≤ d. Un ago così può toccare al massimo una riga, e la probabilità che lo faccia è P = 2l / (πd) Una scelta comoda è un ago lungo metà della distanza, l = d/2. Allora P = 1/π, circa 0,318. Poco meno di un lancio su tre è un incrocio.

Da dove viene π

Chiamiamo x la distanza dal centro dell’ago alla riga più vicina. Allora x va da 0 a d/2. Chiamiamo θ l’angolo tra l’ago e le righe. Un ago non ha né testa né coda, quindi θ va da 0 a π e quel mezzo giro comprende già ogni direzione. L’ago raggiunge la riga quando x non supera la proiezione di metà ago: x ≤ (l/2) sin θ Ogni coppia (θ, x) è un punto in un rettangolo di larghezza π e altezza d/2. Gli incroci sono la regione sotto la curva del seno. Per un ago corto quella curva resta dentro il rettangolo. La sua area è l’integrale da 0 a π di (l/2) sin θ dθ, che vale l. Dividendo per l’area del rettangolo, π·d/2, la probabilità è 2l/(πd). Il π nella formula è la larghezza dell’asse degli angoli.

Stimare π

Capovolgi la formula e gli stessi lanci stimano π: π ≈ 2l · N / (d · N_hit) N è il numero di lanci e N_hit il numero di quelli che incrociano una riga. Con l = d/2 diventa semplicemente π ≈ N / N_hit È una stima Monte Carlo: estrai posizioni e angoli a caso, conta gli incroci, dividi. Il pavimento mostra gli aghi. Il rettangolo accanto mostra gli stessi lanci come punti, sotto la curva del seno quando incrociano e sopra quando la mancano.

Un esperimento paziente

La stima è corretta, ma lenta. Ogni lancio è un sì o un no con probabilità vicina a 1/π, quindi il rapporto oscilla a lungo. Qualche migliaio di lanci di solito rende le prime cifre riconoscibili come quelle di π. La cifra successiva richiede un numero molto più grande. Il ± accanto al valore è un errore standard di quel rapporto, una misura di quanto una serie di questa lunghezza resti tipicamente lontana dal valore vero. L’ago di Buffon è un collegamento diretto tra un pavimento a righe e un cerchio. È una pessima macchina per calcolare le cifre di π.

Esploralo in PictorX

Apri l’ago di Buffon e l’esperimento del mezzo ago sta già cadendo: l/d = 0,50, quindi il valore mostrato è lanci diviso incroci. «Pavimento e diagramma» mostra insieme le assi e il rettangolo del seno. Trascina sul pavimento per posare un ago a mano e leggerne x e angolo. Quell’ago viene disegnato ed escluso dal conteggio, così la stima resta un campione casuale. «Distanza intera» imposta l = d, dove π ≈ 2N / N_hit. «Ago corto» imposta l = d/4. «1.000 lanci» fa cadere un lotto e si mette in pausa per farti leggere la stima. Il preferito «Diagramma del seno» nasconde il pavimento e riempie il rettangolo. Salva un PNG o apri la tela nell’editor di PictorX. Abbinalo alla spirale di Ulam o alla congettura di Collatz per altra matematica da guardare.

Domande frequenti

Chi ha posto il problema dell’ago di Buffon?

Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon, nel 1777. È uno dei primi problemi di probabilità geometrica.

Quando l’ago incrocia una riga?

Quando la distanza x dal suo centro alla riga più vicina è al massimo (l/2) sin θ. Qui θ è l’angolo tra l’ago e le righe, da 0 a π.

Perché nella risposta compare π?

La direzione dell’ago è un angolo. Tutte le cadute possibili riempiono un rettangolo largo π e alto d/2, e gli incroci sono l’area sotto una curva del seno. Dividendo queste due aree resta π al denominatore: P = 2l/(πd) per un ago corto.

Quanti lanci servono per una stima stabile?

Con l’ago lungo metà della distanza, π è circa lanci diviso incroci. Qualche migliaio di lanci di solito stabilizza le prime cifre. Un’altra cifra richiede un numero molto più grande. Il ± sul valore mostrato è un errore standard della stima.

E se l’ago è più lungo della distanza?

Un ago più lungo può incrociare più di una riga, e P = 2l/(πd) non vale più. Questa app mantiene l ≤ d, quindi la stima resta π ≈ 2l·N / (d·N_hit).

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